giovedì 19 febbraio 2015

"Chi l'ha visto?": l'agenda delle spezie insolite #1

 
FIENO GRECO

Anni fa, una notte newyorkese fu distratta da un odore misterioso, come di sciroppo d’acero, che fluttuava sul distretto occidentale della bassa Manhattan.
Giorni di investigazioni, per tentare di risolvere l’enigma e dare finalmente una spiegazione allo strano fenomeno, fino alla curiosa scoperta: la scia della fragranza proveniva da uno stabilimento del New Jersey occidentale produttore di aromi per cibi, bevande e cosmetici.
E quel sentore di sciroppo d’acero altro non era che il risultato della lavorazione dei semi di fieno greco



Come in ogni storia che si rispetti, partiamo dalle origini...
alcuni semi di fieno greco (trigonella foenum graecum) carbonizzati e datati ca. 4000 a.C. sono stati rinvenuti nel sito archeologico di “Tell Halaf” in Siria. Non si hanno notizie certe sulla loro destinazione d’uso, ma si può supporre che le antiche civiltà mesopotamiche che abitavano allora quell’area si servissero della spezia per fini culinari e medicamentosi.
Residui in stato fossile di Trigonella sono stati scoperti anche all’interno del monumento funebre di Tutankhamon morto nel 14 sec a.C.; sicuramente si trattava di un’offerta votiva, un ultimo omaggio (fieno greco per l’eternità!) al celebre faraone egizio.
In passato la spezia era adoperata prevalentemente come foraggio per le bestie da lavoro (i Romani la importarono dalla Grecia e da qui Foenum Graecum), allora però fungeva anche da rimedio casalingo per un’infinità di disturbi…
gli uomini addirittura la assumevano per farsi crescere la barba, le donne per irrobustire il seno!

Recenti studi scientifici condotti sugli animali, hanno dimostrato che il fieno greco è in grado di regolare i livelli di glucosio nel sangue; sorprendenti risultati sono stati ottenuti anche in pazienti diabetici, ai quali sono state fatte assumere per 2 mesi 2 fette al giorno di pane prodotto con farina di fieno greco macinato o semi ridotti in polvere aggiunti a yogurt o acqua calda:

- livelli di glicemia ridotti del 25%
- trigliceridi ridotti del 30%
- colesterolo LDL ridotto del 30%

Kassaian N. et al. (Int. J. Vitam Nutr. Res., 2009)    
Neelakantan N. et al. (Nutr. J., 2014)

Documentandomi ho scoperto che il fieno greco, questo strano e pressoché sconosciuto prodotto della natura, è in realtà un portento, un toccasana per un infinità di disturbi!!!

Il fieno greco è una pianta erbacea dai fiori triangolari (da qui Trigonella) gialli e bianchi con caratteristiche foglie composte trifogliate. I frutti sono dei legumi contenenti semi particolarmente duri, molto simili a dei sassolini, di colore bruno giallastro e con un solco profondo su di un lato.


Integri, ma solo se conservati ben chiusi e al riparo dalla luce, mantengono la freschezza per periodi di tempo particolarmente lunghi (anche 3 anni), una volta macinati, invece, trattengono l’aroma solo per pochi mesi.
Non fatevi ingannare dal sentore pungente-amarognolo che sprigiona dai semi, la cottura, previa tostatura senza olio per ca. 2 minuti, rilascia una fragranza che ricorda quella dello sciroppo d’acero.

Di origini incerte e di fatto ignoto alle nostre latitudini, è coltivato praticamente in tutto il mondo.
E’ estremamente popolare e di comune utilizzo, soprattutto in cucina, nelle regioni dell’Asia Meridionale, Orientale ed in Medio Oriente.
In India, che è il maggiore produttore e consumatore al mondo di questa spezia, vengono utilizzate sia le foglie (fresche o seccate) sia i semi per preparare miscele di spezie, chutney (umidi o secchi - di consistenza fine o grossolana - freschi o a mo’ di conserva - dolci, salati o agrodolci - sono preparati di condimenti per un’infinità di piatti), etc...


Suggerimento casual: aggiungete una spolverata di semi macinati alla panatura del fritto o  nell’impasto del pane fatto in casa.

Suggerimento choc: provate i semi, una volta tostati, al posto dei chicchi di caffè.
 
p.s. grazie Andrea per i contributi storico/economici!!! ;)
 

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